il territorio della Sardegna
Un passato fatto di resistenze ma anche di apporti culturali
Millenni fa, agli albori della vita sul nostro pianeta, già esisteva un continente chiamato Tirrenide. Era un continente esteso, ricoperto da una natura verde e rigogliosa, popolato di uomini forti e di affascinanti animali. Ma improvvisamente, una notte, per motivi inspiegabili, l’ira di Dio si scagliò su Tirrenide. Il suolo cominciò ad agitarsi, scosso da terribili sussulti; il mare fu sconvolto da una furia terribile. Pareva la fine del mondo! Tirrenide stava per inabissarsi del tutto finché Dio placò la sua collera. E, poiché una piccola parte di terra emersa emergeva ancora, vi pose sopra un piede e riuscì a trattenerla prima che il mare la inghiottisse completamente.
Veniva poeticamente chiamata dagli antichi Greci Argyróphleps nésos, l’isola dalle vene d’argento, Ichnussa (̉Ιχνοũσσα impronta) o Sandaliotis (Σανδαλιοτίς sandalo). Per lo storico greco Erodoto (V a.C.) era l’isola più grande del Mediterraneo e i Romani, in seguito, la chiamarono Sardinia. Leggende a parte, la Sardegna è la terra più antica d’Italia e una delle più antiche d’Europa. La storia geologica comincia nel Cambriano, ancora prima di essere un’isola, si formarono le rocce più antiche, forse alcune di oltre 600 milioni di anni fa. Quest’antichità geologica ha creato delle trasformazioni e delle modificazioni, dove la struttura generale del suolo si è andata prima plasmando, fratturando, piegando; poi, in più punti, addolcendo, ripiegando, levigando. La Sardegna offre paesaggi diversi che si leggono attraverso le sue rocce e la loro formazione. Il granito, il calcare, l’arenaria, le pianure vulcaniche e argillose, hanno modellato un puzzle geologico che ha profondamente inciso sulla storia, sui caratteri e sulle abitudini dei suoi abitanti. La sua conformazione geomorfologica ha dettato nel Medioevo la divisione in circoscrizioni territoriali, quelle che oggi sono le Sub Regioni o Regioni storiche, facilmente individuabili e date per scontate da noi, ma sicuramente poco identificabili per i nostri visitatori, quali, la mia Gallura nel nord-est, il Campidano nel sud, il Logudoro nel nord-ovest e tante altre.
Dove siamo: Geograficamente posta al centro del Mediterraneo occidentale con i suoi 24.083 km² è la seconda isola del Mediterraneo dopo la Sicilia e per il suo sviluppo costiero di circa 1,849 km è la regione più lunga d’Italia. Chiusa a ovest dal Mar di Sardegna, a est dal Tirreno e a nord dalle acque delle Bocche di Bonifacio, che la separano dalla Corsica, la Sardegna si caratterizza, per un aspetto per lo più collinare e montuoso. Il più importante fra i gruppi montuosi è quello del Gennargentu, la “Porta d’argento”, nella parte centro-orientale dell’isola, che culmina nella vetta più alta della regione, Punta La Marmora (1834 m). A nord il Monte Libara, il limes Balares dei Romani, rappresenta il confine tra le regioni storiche e geografiche della Gallura a nord e del Logudoro a sud. Occupa la parte centro-orientale della Sardegna, il massiccio del Supramonte, dimora di aquile e mufloni, mentre a sud-ovest si estendono i monti del Sulcis e dell’Iglesiente. Le colline rappresentano il 68% del territorio, hanno forme arrotondate e sono interrotte da altopiani di altezza modesta. Alcuni di questi sono assai caratteristici e vengono chiamati Giare, dove dimorano i cavallini selvatici, o gollei se granitici o basaltici, tacchi o tonneri se in arenaria o calcarei. L’unica vasta area pianeggiante è quella del Campidano, che si distende per circa 110 km tra il Golfo di Cagliari e quello di Oristano, che con i suoi 1.850 km² è la quarta d’Italia. Un’importante caratteristica ecologica del paesaggio e della geografia della Sardegna è la notevole presenza degli stagni costieri. Essi rappresentano l’habitat ideale per molte specie di uccelli acquatici, stanziali e di passo, il più appariscente il fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus), per me la “signora” dei golfi. Le coste della Sardegna si sviluppano in un susseguirsi di paesaggi molto vari che sono stati creati e modellati durante la lunghissima storia geologica dell’isola. Lunghi tratti di coste basse e spiagge sabbiose si alternano ad alte falesie a strapiombo sul mare. Parte del litorale nord-orientale della Gallura, presenta la costa frastagliata, come merlata, definita tecnicamente con morfologia a rías, profonde insenature formatasi da antiche valli fluviali oggi sommerse dalle acque del mare.
Millenni fa, agli albori della vita sul nostro pianeta, già esisteva un continente chiamato Tirrenide. Era un continente esteso, ricoperto da una natura verde e rigogliosa, popolato di uomini forti e di affascinanti animali. Ma improvvisamente, una notte, per motivi inspiegabili, l’ira di Dio si scagliò su Tirrenide. Il suolo cominciò ad agitarsi, scosso da terribili sussulti; il mare fu sconvolto da una furia terribile. Pareva la fine del mondo! Tirrenide stava per inabissarsi del tutto finché Dio placò la sua collera. E, poiché una piccola parte di terra emersa emergeva ancora, vi pose sopra un piede e riuscì a trattenerla prima che il mare la inghiottisse completamente.
Veniva poeticamente chiamata dagli antichi Greci Argyróphleps nésos, l’isola dalle vene d’argento, Ichnussa (̉Ιχνοũσσα impronta) o Sandaliotis (Σανδαλιοτίς sandalo). Per lo storico greco Erodoto (V a.C.) era l’isola più grande del Mediterraneo e i Romani, in seguito, la chiamarono Sardinia.
Leggende a parte, la Sardegna è la terra più antica d’Italia e una delle più antiche d’Europa. La storia geologica comincia nel Cambriano, ancora prima di essere un’isola, si formarono le rocce più antiche, forse alcune di oltre 600 milioni di anni fa. Quest’antichità geologica ha creato delle trasformazioni e delle modificazioni, dove la struttura generale del suolo si è andata prima plasmando, fratturando, piegando; poi, in più punti, addolcendo, ripiegando, levigando.
La Sardegna offre paesaggi diversi che si leggono attraverso le sue rocce e la loro formazione.
Il granito, il calcare, l’arenaria, le pianure vulcaniche e argillose, hanno modellato un puzzle geologico che ha profondamente inciso sulla storia, sui caratteri e sulle abitudini dei suoi abitanti. La sua conformazione geomorfologica ha dettato nel Medioevo la divisione in circoscrizioni territoriali, quelle che oggi sono le Sub Regioni o Regioni storiche, facilmente individuabili e date per scontate da noi, ma sicuramente poco identificabili per i nostri visitatori, quali, la mia Gallura nel nord-est, il Campidano nel sud, il Logudoro nel nord-ovest e tante altre.
Dove siamo: Geograficamente posta al centro del Mediterraneo occidentale con i suoi 24.083 km² è la seconda isola del Mediterraneo dopo la Sicilia e per il suo sviluppo costiero di circa 1,849 km è la regione più lunga d’Italia. Chiusa a ovest dal Mar di Sardegna, a est dal Tirreno e a nord dalle acque delle Bocche di Bonifacio, che la separano dalla Corsica, la Sardegna si caratterizza, per un aspetto per lo più collinare e montuoso.
Il più importante fra i gruppi montuosi è quello del Gennargentu, la “Porta d’argento”, nella parte centro-orientale dell’isola, che culmina nella vetta più alta della regione, Punta La Marmora (1834 m). A nord il Monte Libara, il limes Balares dei Romani, rappresenta il confine tra le regioni storiche e geografiche della Gallura a nord e del Logudoro a sud. Occupa la parte centro-orientale della Sardegna, il massiccio del Supramonte, dimora di aquile e mufloni, mentre a sud-ovest si estendono i monti del Sulcis e dell’Iglesiente. Le colline rappresentano il 68% del territorio, hanno forme arrotondate e sono interrotte da altopiani di altezza modesta.
Alcuni di questi sono assai caratteristici e vengono chiamati Giare, dove dimorano i cavallini selvatici, o gollei se granitici o basaltici, tacchi o tonneri se in arenaria o calcarei. L’unica vasta area pianeggiante è quella del Campidano, che si distende per circa 110 km tra il Golfo di Cagliari e quello di Oristano, che con i suoi 1.850 km² è la quarta d’Italia. Un’importante caratteristica ecologica del paesaggio e della geografia della Sardegna è la notevole presenza degli stagni costieri. Essi rappresentano l’habitat ideale per molte specie di uccelli acquatici, stanziali e di passo, il più appariscente il fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus), per me la “signora” dei golfi. Le coste della Sardegna si sviluppano in un susseguirsi di paesaggi molto vari che sono stati creati e modellati durante la lunghissima storia geologica dell’isola. Lunghi tratti di coste basse e spiagge sabbiose si alternano ad alte falesie a strapiombo sul mare. Parte del litorale nord-orientale della Gallura, presenta la costa frastagliata, come merlata, definita tecnicamente con morfologia a rías, profonde insenature formatasi da antiche valli fluviali oggi sommerse dalle acque del mare.


