La cantina SUAVIA si trova a Fittà Frazione, si raggiunge attraverso le stradine strette e tortuose della provinciale 39, poco più a nord di Soave, il nome della cantina riporta il nome medievale del castello di Soave. Il castello scaligero ancora oggi con le sue possenti mura e torri merlate, sia ghibelline che guelfe, domina la città e guarda tutt’attorno alle colline vitate. La conduzione della cantina è tutta al femminile: Mary, Valentina, Alessandra, continuano la tradizione della famiglia Tessari che coltiva la terra dal 1800.
La Cantina Suavia
La cantina si trova nelle zone vitivinicole del Soave Doc, sottozona Classico, nella provincia di Verona al confine con la provincia di Vicenza. La zona vitivinicola del Soave Doc ha una sottozona, Soave Classico, che comprende il territorio dei comuni di Soave e Monteforte d’Alpone.
La zona del Soave si trova a sud di Verona ai piedi dei Monti Lessini, guarda i profili dei Monti Berici e dei Colli Euganei, si lascia lontano verso ovest la zona, sicuramente più conosciuta, della Valpolicella.
Il vulcano
La zona vulcanica del Soave Classico Doc, ha una varietà di suoli che rende particolarmente unici e distinguibili i vini del territorio. Sono i suoli vulcanici ricchi di sostanze minerali e resi fertilissimi dal substrato di rocce basaltiche disgregate che li caratterizzano, che danno l’impronta ai vini. Il clima temperato-mite, con buone escursioni termiche fra giorno e notte e con un’equa distribuzione delle precipitazioni tra primavera e autunno favoriscono la corretta maturazione e il pieno sviluppo delle componenti aromatiche delle uve.
Questi territori si sono formati nel periodo Terziario, Cenozoico, tra 65 e 20 milioni – esattamente tra Eocene e Miocene – di anni fa. In questo periodo attività vulcaniche, prima sottomarine e poi subaeree, hanno disegnato un territorio collinare con scoscese pendenze. Il magma ha lasciato un suolo ricco ed eterogeneo, con in profondità una disgregazione, perfetta per accogliere le radici delle viti.
I cru
La cantina coltiva i propri vitigni nei luoghi di Fittà, Castellaro, Tremenalto. Luoghi con caratteristiche uniche, date da microclima, terreno ed esposizione. Sono zone inserite nelle UGA (Unità Geografiche Aggiuntive), i nostri cru.
La zona Fittà (1ha) ha esposizione S/E a 240-255 m s.l.m.; la zona Castellaro (3600 m2) ha esposizione N a 200-220 m s.l.m.; la zona Tremenaldo (2ha) ha esposizione O, a 80-130 m s.l.m. Il substrato è costituito da vulcaniti basaltiche alterate e diverse varietà di suolo. Tutte e tre le zone e le rispettive etichette sono coltivate con varietà Garganega.
I vitigni
Le uve della cantina sono le autoctone Garganega e il Trebbiano di Soave. La Garganega, uva bianca, forse ha origini etrusche, l’impianto a pergola, tipico di queste zone, era stato sperimentato proprio da loro, anche se la somiglianza con il Grecanico fa pensare ad un’origine greca. Il Garganega è il vitigno più diffuso nelle zone di Verona e Vicenza. Il Trebbiano di Soave, sempre uve bianche, ha un’origine difficile da descrivere, in quanto ogni zona d’Italia ha il “suo” Trebbiano. In questo caso è l’antica Turbiana di cui si parla già dal 1500 (conosciuto come Trebbiano Veronese). Più difficile del Garganega, in molte zone è stato sostituito dal Trebbiano toscano.
Particolarità
La cantina utilizza il tappo a vite (lo Stelvin), per la cantina è:
“più sicuro, comodo e sostenibile, adatto all’invecchiamento in quanto non è impenetrabile”.
Le bottiglie
La cantina presenta diverse etichette:
Soave Classico (100% Garganega) SOAVE CLASSICO DOC
Monte Carbonare (100% Garganega) SOAVE CLASSICO DOC
Massifitti (100% Trebbiano di Soave) BIANCO VERONESE IGT
Opera Semplice (100% Trebbiano di Soave) METODO CLASSICO-dosaggio zero
Le Rive (100% Garganega) BIANCO VERONESE IGT
Acinatium ((100% Garganega) RECIOTO DI SOAVE DOCG
La degustazione
Durante una piacevolissima e speciale serata, ho avuto modo di degustare, una delle etichette della cantina. Io amo la Garganega, ho accettato immediatamente il suggerimento, non conoscendo la cantina ho voluto provare qualcosa di nuovo.
Monte Carbonare 2022
Soave Classico Doc
Garganega 100%
Grado alcolico 12,5
Fermentazione e maturazione acciaio (di cui 12 mesi sulle fecce fini).

Il vigneto si trova all’interno dell’UGA Carbonare (6 ha) ad una altitudine di 280 m s.l.m. I suoli sono vulcanici con tessitura argillosa ricca di basalti scuri, che ricorda quello del carbone, da qui il nome. Le viti di Garganega sono allevate a pergola veronese.
Il colore, la foto non rende, è un bellissimo giallo paglierino con luci dorate, cristallino lucente.
Profumo: immediato, intenso, molto elegante, si notano subito gli agrumi, poi – e ne diventa la caratteristica migliore – la pietra focaia, una mineralità travolgente – termine uscito dai descrittori – ma che qui si percepisce perfettamente, direi didattica. L’acidità è ben bilanciata dai profumi di frutta bianca, dai fiori di acacia, miele, erbette, dove percepisco la salvia. Signorile.
Al gusto è secco, vibrante, meravigliosamente verticale, la sua mineralità si sente tutta attraverso una elegante sapidità; è intenso, persistente, una qualità complessiva ottima. La bocca rimane pulita, perfetto l’abbinamento con tortino di melanzane, gamberi e salsa di pecorino.

Come punteggio siamo sopra i 91, da 4 tralci.


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