Grazie all’agenzia che mi ha contattata e all’associazione culturale che ha avuto l’idea, ho avuto modo di progettare un tour che mi ha entusiasmata sin da subito. Grazie, dunque, Francesca e Myriam
Il tema era: La Sardegna tra Carnevale
e archeologia![]()
con focus preistorico e protostorico nel centro Sardegna
L’itinerario diviso in 4 notti e 5 giorni con soggiorno a Oristano è partito dal porto
Isola Bianca di Olbia e qui si è concluso.
Primo giorno
Lungo la Statale 131
o la Carlo Felice oppure la Strada Centrale a Tibulas Caralis deviazione Ulbiam secondo l’ Itinerario Antonino di III sec., sa Domu de Su Re, il nuraghe Santu Antine di Torralba, nell’altopiano della Campeda, è stato la nostra prima tappa. Inutile dire che l’imponente architettura nuragica del mastio centrale e dei corridoi ha sorpreso molto chi, come tante altre persone, non immaginava cosa si celasse dentro quello che esternamente sembrava una semplice torre. La seconda tappa ci ha immerso nell’altopiano basaltico di Santa Lucia Bonorva, all’interno della Domus de Janas di Sant’Andrea Priu e la sua millenaria stratificazione cominciata nel Neolitico ed arrivata sino all’Alto Medioevo con le pitture bizantine. La terza tappa nell’altopiano di Abbasanta, dopo la pausa pranzo gentilmente servita ai piedi del nuraghe e sotto un bellissimo sole più che primaverile, è stata la visita del nuraghe Losa con il suo imponente bastione semicurvo e la spettacolare vista che spazia dal Monti Ferru e Santu Lussurgiu, all’altopiano, sino alle vette innevate del Gennargentu. Ultima tappa, di un viaggio lungo ma reso piacevole da una strada poco trafficata, di sabato
e soprattutto da una compagnia attenta e curiosa
è stata la visita al Pozzo Sacro di Santa Cristina a Paulilatino, sempre altopiano di Abbasanta nel Guilcer. Il sito nuragico immerso un un parco circondato da olivi e querce
è stato il finale perfetto di una meravigliosa prima giornata. Da ultimo le cumbessias di periodo cristiano, ancora oggi utilizzate, hanno catturato l’attenzione.

Secondo giorno
Destinazione Penisola del Sinis. Prima tappa Area archeologica di Tharros e la sua millenaria storia cominciata nel periodo nuragico ed arrivata sino al periodo Tardo antico, che ha visto la presenza di genti nuragiche, fenicie, puniche e romane. Il panorama sul Golfo di Oristano in una giornata quasi estiva ha fatto il resto. Non poteva mancare la visita alla chiesa paleocristiana bizantina di San Giovanni di Sinis. Seconda tappa, Cabras e il Museo Archeologico Giovanni Marongiu. Al museo abbiamo conosciuto le Statue nuragiche di Monte Prama e soprattutto due siti importantissimi per lo studio del passato: Cuccuru Is Arrius e Sa Osa. Nel pomeriggio siamo tornati ad Oristano e con la guida di Fondazione Oristano abbiamo fatto un giro veloce del centro storico e conosciuto il Carnevale cavalleresco della città, La Sartiglia.
Terzo giorno
La Sartiglia e il Gremio dei Contadini San Giovanni Battista. Dopo una sosta davanti alla Cattedrale di Santa Maria Assunta
, primo nucleo abitativo della città di fondazione medievale di Aristanis, abbiamo conosciuto la figura di Eleonora d ‘Arborea e del Giudicato. Nella piazza d’impianto neoclassico a lei dedicata, si è parlato della Carta de Logu da lei promulgata il giorno di Pasqua del 14 aprile del 1392. Il resto della giornata ha visto la corsa alla Stella
con 13 stelle prese, 2 da Su Componidori una con la spada
nella prima discesa, l’altra con lo stocco
nella seconda discesa ![]()

Quarto giorno
Forse la giornata più impegnativa nella sua organizzazione, ma sicuramente la più amata per i paesaggi incredibili che i territori della Marmilla
del Mandrolisai
e del Sarcidano
ci hanno regalato. Prima tappa Villa Sant’Antonio, Necropoli di Genna Salixi. In un contesto paesaggistico completamente incontaminato, le Domus de Janas di periodo Neolitico scavate nella roccia trachitica, hanno catturato lo sguardo del gruppo, che oggi come nel passato incanta per il luogo ricco di pace e di incantevole bellezza. Seconda tappa nel Mandrolisai, Sorgono, sa bia di sas Concas, la via delle teste, il Parco Archeologico di Biru ‘e Concas. I Menhir di periodo Neolitico, allineati, concentrici e sparsi, la più alta concentrazione di Menhir del Mediterraneo, con il loro stare muto ed immobile, sotto alle querce da sughero centenarie, colpiscono il mio gruppo
. Finita la pausa pranzo
da Emanuele nell’accogliente Samugheo, ci dirigiamo verso Laconi, nel Sarcidano. La nostra tappa è presso il Museo della Statutaria Preistorica. La guida con competenza e passione ci fa conoscere i giganti di pietra preistorici, le Statue-stele. In questo luogo, che anche io visito per la prima volta, tanta è la meraviglia
per la bellezza della sua collezione e la felicità nel vedere un Museo ben allestito e gestito.

Quinto giorno
Lasciamo Oristano e il nostro Hotel Rodia, direzione Olbia, ma prima, tappa al Carnevale barbaricino di Mamoiada. La giornata di martedì si è prestata benissimo alla nostra visita, non essendoci la calca tipica della domenica e della prima uscita del 17 di gennaio. Si è potuto assistere bene alla vestizione dei Mamuthones che da sempre è aperta a tutti e nello spirito democratico che caratterizza il Carnevale mamoiadino si è assistito alla sfilata di so Issohadores e dei Mamuthones, privi di barriere, in mezzo a loro, ai loro lazzi (uno mi ha preso
) e ai loro campanacci ![]()
ma soprattutto abbiamo ascoltato la coralità di un arcaico passo di danza che ci ha portati a tempi lontanissimi. Il nostro viaggio è terminato 🔚 si torna a Olbia porto Isola Bianca. Ringrazio
le signore e i signori che da Roma hanno voluto passare le loro giornate in Sardegna. In una splendida Sardegna che fuori stagione riesce a dare il meglio di sé.

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